IMPIANTO ELETTRICO

... Caratteristiche fondamentali, scelta ed assemblaggio dei componenti, prove di verifica corretto funzionamento, protezione ...

 

L’impianto elettrico è composto da una serie di componenti fondamentali per il funzionamento del circuito stesso e da una dotazione che varia secondo l’ampiezza della casa. Per gli impianti elettrici nuovi la norma Europea fissa tre livelli qualitativi. Le regole precise sui limiti minimi prestazionali degli impianti elettrici per le nuove installazioni sono date dalle norme Europee.

Il primo aspetto da segnalare è che la potenza contrattuale impegnata, fornita al privato dall’azienda elettrica prescelta, viene diversificata in base alla superficie della casa:

3 kW (valore minimo per superfici fino a 75 mq)  

6 kW (valore minimo per superfici oltre i 75 mq).

             

        Quadro generale o centralino

Il centralino di nuovo tipo è più grande rispetto ai vecchi modelli e deve avere un interruttore generale e almeno due di quelli differenziali. Il numero di linee dipende invece dai mq della casa e dal livello di impianto adottato. Da quello generale, con il contatore per la misurazione dei consumi, si snodano i fili conduttori che portano al centralino singolo (cioè il quadro elettrico dell’unità abitativa o di piano) posto all’interno della casa, solitamente posizionato vicino al vano della porta di ingresso.

Questo centralino contiene i vari interruttori magnetotermici e l’interruttore differenziale detto “salvavita”. Oltre a questa, che è la parte per così dire di comando, un impianto elettrico domestico è formato anche da:

prese per l’attacco dei vari elettrodomestici

interruttori semplici o composti per comandare i punti luce

un sistema di messa a terra dell’impianto nella sua totalità (il conduttore di terra va sempre portato all’interno del centralino).

 

Progetto impianto elettrico

Per la progettazione dell'impianto elettrico e' necessario anzitutto disegnare le planimetrie, con la disposizione delle prese nei vari locali che serviaranno per i vari elettrodomestici o utilizzatori, ed  la planimetria con la disposizione degli apparecchi di illuminazione e degli interruttori di azionamento. A seguire si eseguiranno i calcoli elettrici, tramite opportuni programmi, che terranno conto della lunghezza dei cablaggi, delle potenze impegnate etc. Rispettando vari parametri di sicurezza imposti dalla normativa di riferimento, si calcolano le sezioni dei cablaggi, si dimensionano gli interruttori e si realizzano gli schemi unifilari del circuito.

 

Planimetria con interruttori e punti luci

Planimetria prese 

 

I “circuiti”in casa

A partire dal quadro, l’impianto elettrico di un appartamento viene diviso in tre “circuiti”:

a 16 Ampere per le prese

a 10 Ampere per le luci e un circuito per l’alimentazione

a 12V per i circuiti di chiamata (come ad esempio l’allarme sonoro che va messo in bagno).

Le prese saranno posizionate a muro a un’altezza di 30 cm dal pavimento (110 nel caso di bagni e cucine), mentre gli interruttori a 110 cm dal suolo.
I cavi conduttori, in un appartamento, sono tre: uno per la fase in corrente, uno per il neutro e uno per la messa a terra.

 

 Impianto elettrico: caratteristiche minime

La sezione del montante di collegamento tra contatore e centralino ≥ 6 mm2 .

Sfilabilità dei cavi: nota tecnica peraltro già richiesta, ma ulteriormente ribadita anche ai fini qualitativi, i cavi devono poter essere sfilati dall’impianto quando si vuole.

L’appartamento deve avere un interruttore generale con funzioni di interruttore di emergenza (può coincidere con il generale di appartamento, solitamente già installato).

I quadri elettrici dell’unità abitativa devono essere dimensionati con il 15% minimo di riserva per capienza modulare. Il conduttore di protezione PE deve arrivare nel quadro elettrico generale, per permettere il collegamento di eventuali, anche futuri, scaricatori di sovratensione.

Il collegamento entra-esci effettuato sulle prese è ammesso solamente per apparecchi posti nella stessa scatola o, al massimo, tra due scatole adiacenti; oltre le due scatole è necessario alimentare il gruppo prese con altra alimentazione, anche dallo stesso interruttore di protezione, ma con linea aggiuntiva e non derivata dalla scatola precedente.

L’impianto elettrico deve essere protetto da almeno due interruttori differenziali, che garantiscano la continuità di servizio almeno su una delle due linee; solitamente si divide l’impianto in “luce” e “forza” e quindi è necessario garantire selettività orizzontale a queste due linee, installando un differenziale dedicato ad ogni linea.

 

Interruttori e prese

Differenziali in classe A per la protezione di circuiti a cui fanno capo lavatrici e condizionatori, nonché apparecchiature con parti elettroniche;

Punti presa della cucina e della lavatrice con almeno una presa tipo Schuko;

 

Predisposizione dell’alimentazione elettrica per un’elettrovalvola di intercettazione del gas domestico, da porre nei pressi dell’ingresso del gas nell’abitazione; unitamente, predisposizione dell’alimentazione di idoneo sensore nel locale cucina.

La norma ha introdotto una classificazione dell’impianto elettrico che prevede tre livelli in base alla dotazione e agli standard di comfort.  

Livello 1: standard minimo

I punti presa devono essere distribuiti in modo uniforme lungo le pareti e non dove è più comodo all’installatore o, peggio, dove presumibilmente verranno posizionati i mobili;

Almeno una presa dovrà essere posizionata nei pressi della porta del locale (magari opportuno e conveniente risulta la posa direttamente sotto alla scatola del dispositivo di comando della luce del locale, come peraltro solitamente già è in uso fare);

Nel locale bagno sono richiesti almeno 2 punti presa, indipendentemente dal livello dell’impianto (solitamente una presso la specchiera e una per la lavatrice, considerando di installare anche una presa schuko per tale apparecchio utilizzatore) si distinguono 3 zone di protezione dipendenti dalla distanza della vasca e dei lavabi 

- Zona 0: lo spazio interno alla vasca da bagno o alla doccia È vietata l’installazione di qualsiasi dispositivo elettrico, tranne quelli speciali.
- Zona 1: lo spazio sovrastante la vasca o la doccia Sono tollerati i dispositivi di illuminazione o gli interruttori SELV a tensione molto bassa, ma devono sempre avere una protezione contro i getti d’acqua.
- Zona 2: lo spazio circostante la vasca o la doccia in un raggio di 60 cm Vengono consentiti i dispositivi elettrici di classe II e le prese per il rasoio elettrico, data la loro debole intensità.
- Zona 3: lo spazio circostante la zona 2 in un raggio di 3m Si possono usare tutti gli apparecchi elettrici consentiti nelle zone 0, 1 e 2 e sono consentiti anche i dispositivi di classe 

 

 

  

Per quanto riguarda la cucina, vengono stabiliti dei valori minimi di punti presa da porre all’altezza del piano lavoro per gli elettrodomestici;

 

Ad ogni presa telefonica o presa TV deve essere associato, nelle immediate vicinanze, ma in apposita scatola dedicata, almeno un punto presa; logica conseguenza al fatto che, telefoni di tipo cordless o televisori, devono essere alimentati dalla rete elettrica; particolare attenzione deve essere posta al quantitativo di prese contenute nel punto presa: per le prese TV, infatti, vengono richieste almeno 6 prese (esempio: 2 punti presa con 3 prese ciascuno, oppure 1 punto presa in scatola a 6 posti, con altre 5 prese entra-esci, in parallelo);

Il comando dei punti luce di ogni locale devono essere posti almeno nei pressi dell’ingresso del locale stesso, non importa se interni od esterni; ovviamente vi possono essere anche punti di comando posizionati in altri posti, purché aggiuntivi a quello menzionato.

Nel locale d’ingresso dell’abitazione, così come nei corridoi di transito, deve essere presente almeno un punto luce e un punto presa; nei ripostigli è necessario almeno un punto luce;

Nei giardini, terrazzi, balconi o portici, che abbiano una superficie ≥ 10 m2 , è obbligatorio installare almeno un punto luce e un punto presa, ovviamente rispettando le condizioni di posa per quanto riguarda il grado di protezione IP previsto per la tipologia del locale in questione; i punti luce ed i punti presa dovranno essere comandati da apposito comando dedicato, al quale dovrà essere associata una lampada spia di segnalazione, onde evitare di lasciare “acceso” il punto stesso.

Per quanto riguarda cantine e box, è necessario prevedere almeno un punto luce ed un punto presa; questa disposizione non si applica se i locali sono alimentati dai servizi delle parti comuni;

Importante e utilissima prescrizione: è necessario installare dispositivi di illuminazione di sicurezza, per garantire un livello minimo di illuminamento in caso di assenza di tensione; la norma prevede l’installazione di almeno un punto luce di emergenza per superfici fino a 100 m2 , mentre il numero varia da 2 a 3 per superfici superiori o per livelli superiori; si possono utilizzare i corpi illuminanti estraibili, ma non quelli con attacco a spina.

Livello 2: standard intemedio

Prevede tutti gli standard del livello 1; però, per accedere a tale livello, oltre alle quantità di punti di utilizzo, che ovviamente sono superiori al livello 1), è necessario installare un sistema di controllo dei carichi (relè di massima corrente, oppure uno strumento multifunzione che tenga monitorati i parametri della potenza); a tale dispositivo devono essere associati uno o più relè di potenza,che avranno la funzione di scollegare carichi non prioritari in caso di superamento della soglia prefissata; questo sistema permette di evitare distacchi fastidiosi della linea principale, derivati da eccessiva richiesta di potenza; questo è considerato un livello intermedio, ma che garantisce già un livello qualitativo superiore ai tradizionali impianti di base.

Livello 3: standard elevato

Come per il livello 2, però è un livello che prevede dotazioni impiantistiche ampie e innovative, con l’introduzione dell’uso della domotica. E, per attestare il concetto di impianto domotico, è necessaria la realizzazione di almeno quattro delle funzioni sotto elencate:

  • Impianto antintrusione
  • Controllo e gestione dei carichi
  • Gestione e comando delle luci (scenari luminosi)
  • Gestione delle temperature dei locali
  • Gestione e automazione delle tapparelle
  • Controllo remoto di più funzioni (via internet o via sms)
  • Sistema di diffusione sonora
  • Rilevazione fumi e incendio
  • Sistema antiallagamento e/o rilevazione gas

 

 

 Cablaggi e tubi portacavi :

Per la realizzazione degli impianti saranno impiegati i seguenti tipi di tubi a seconda delle prescrizioni indicate nelle descrizioni dei singoli impianti:

- tubo in materiale plastico autoestinguente rigido di tipo pesante per la distribuzione nei tratti a vista. L' attestatura tra tubo e tubo o fra tubo e scatola, dovrà avvenire esclusivamente a mezzo di appositi bocchettoni o tramite scatole di derivazione dotate di bocchettoni. La giunzione tra tubi di diverso diametro dovrà avvenire solo mediante scatole di derivazione;

- tubo corrugato in PVC, flessibile di tipo pesante ammesso solo sotto traccia; non sono ammessi passaggi sotto intonaco che abbiano andamento trasversale sulla parete. Le dimensioni delle tubazioni dovranno essere tali da consentire un facile scorrimento dei conduttori.

Il diametro del tubo da utilizzare dovrà essere tale che il rapporto tra il diametro interno del tubo stesso e il diametro del fascio dei cavi sia sempre superiore a 1.3 (30% di vuoto). Il diametro interno minimo ammesso per tutti i tubi è di 16 mm.

Tutte le curve saranno eseguite a largo raggio, in modo da non formare strozzature che ostacolerebbero la sfilabilità dei cavi.

Il raggio di curvatura dei tubi deve comunque risultare non inferiore a 10 volte il diametro. E' fatto divieto transitare con le tubazioni in prossimità di condutture di fluidi ad elevata temperatura (distanza minima almeno 20 cm), idriche o del gas ecc. e di ammararsi a tubazioni a tubazioni, canali o altre installazioni meccaniche.

Impianto di messa a terra

L'impianto di terra è la parte dell'impianto elettrico che si occupa di evitare che una persona possa rimanere folgorata a causa di un guasto dell'impianto.

L'impianto di terra è costituito dai dispersori (picchetti), dai conduttori di protezione (i cavi giallo-verdi che si trovano nelle prese di corrente) e dal dispositivo più importante di tutti : il differenziale (o salvavita).

Impianto di terra tipo

L'insieme di questi tre elementi, e la loro manutenzione , costituisce la protezione silente della persona. Senza di essi uno "stupidissimo" guasto può provocare la morte di una persona che accidentalmente viene a contatto con una parte metallica dell'impianto.

 

 

Dispersori:

L'impianto disperdente è l'insieme dei dispositivi che hanno lo scopo di convogliare verso il terreno le correnti di guasto di un impianto elettrico. Possono essere i classici picchetti in acciaio zincato di varie altezze, possono essere le corde in rame nude a contatto col terreno o i ferri delle armature delle  fondazione dell’edificio. Ma perchè si deve utilizzare un impianto disperdente? Perchè in caso di guasto la corrente fluisce sempre verso il terreno, utilizzando qualsiasi via  a sua disposizione.

E' quindi meglio creargli ad hoc una via a bassa resistenza in modo che eviti di trovarsela da sola passando attraverso al nostro corpo. Una persona che tocca una massa metallica crea un collegamento tra la massa metallica e il terreno. Se la massa metallica è connessa direttamente al sistema disperdente la corrente avrà due vie in parallelo da percorrere per raggiungere la sua meta.  

Ovviamente sceglierà la via a minore resistenza. Il corpo umano ha una resistenza verso terra di circa 2000 ohm, è quindi palese che la corrente preferirà passare attraverso la messa a terra , avente valori di pochi ohm, anzichè attraverso il corpo della persona.

Questo non vuol dire che la persona non verrà attraversata da una corrente di guasto, sarà piccola ma ci sarà sempre. E' quindi importante che al presentarsi di un guasto l'alimentazione della corrente venga interrotta istantaneamente prima ancora che una persona possa venire in contatto con la massa in tensione.

Il compito di interrompere la corrente è dell'interruttore differenziale. Il differenziale, o salvavita, interviene solo quando una parte di corrente si disperde nel terreno. Se la massa metallica non è connessa al terreno tramite il sistema disperdente non ci sarà questo flusso di corrente e il differenziale non interverrà finchè una persona non toccherà la massa metallica. A quel punto il differenziale interromperà la corrente salvando la persona, ma che comunque riceverà per poche frazioni di secondo uno shock elettrico che è sempre preferibile da evitare.

.......Queste sono le caratteristiche che deve avere un impianto elettrico per uso residenziale senza le quali non sarebbero garantite funzionalita’ e sicurezza dello stesso verso le persone che ne fanno uso....